#ÖRMDIARY

Non solo noi ci stiamo preparando intensamente per la #ÖtztalerRadmarathon2021, anche Voi siete già nel bel mezzo dei preparativi.

Ma devo registrarmi? Riesco a combinare l’allenamento con i miei impegni lavorativi e familiari? Nelle prossime 40 settimane andremo a scoprire i pensieri dei partecipanti della Oetztaler! #ÖRMDIARY

Ötztal Cycle Marathon 2020

#29 „Come mi devo vestire?“

E’ come decidere i numeri al lotto. Infatti bisogna adeguarsi ai fattori climatici. E qua il tempo è imprevedibile. Partendo da Soelden e percorrendo i 238 km il tempo può davvero variare molto. Nel 2003 e nel 2013 era prevista la fine del mondo. Nel 2015 il caldo del secolo. Prima e dopo non è mai stato normale. Ogni volta sorge il dubbio se vestirsi molto o poco. La lotteria del tempo conosce solo gli estremi. Senza garanzie. Quindi, da qualche anno c’è la possibilità di depositare degli indumenti, che possono essere riconsegnati sui passi Kühtai, Brennero, Passo Giovo e Passo Rombo. Ma soltanto una volta. Bisognerebbe essere dei veggenti. Io ho detto di si. Chiedete i numeri del lotto. E’ meglio ghiacciare o portare con sé della zavorra? Per ovviare a ogni tipo di imprevisto bisognerebbe portare con sé l’armadio. E poi sorgerebbe comunque la domanda: Ma cosa devo mettere?

Ötztal Cycle Marathon

#28 „Il cambio giusto.“

C’è una discussione eterna su quali cambi usare durante la Ötztaler Radmarathon. Oggigiorno ci sono molte possibilità. E sembra che ognuna non sia soddisfacente. Il desiderio di avere una marcia più leggera rimane durante tutti i 238 km. In passato, tutto era diverso. Gli eroi della Ötztaler di un tempo erano abituati ad altri materiali. Io compreso. 53/59 davanti e 11/23 dietro. Si. Questi si che erano ancora tempi. Tempi duri. In alcuni passaggi volevo spingere la bici. Ad esempio salendo verso il Kühtai. Quando ad Ochsengarten c’era ancora una galleria e dove il passaggio più ripido ti mandava in tilt il menisco. Il cambio giusto durante la Ötztaler Radmarathon è sempre un pensiero. Una fata morgana. Un sogno d’infanzia mai realizzato. Perché? Perché alla Ötztaler Radmarathon tutto è sempre diverso? Ciò che normalmente è leggero, qua diventa arduo. E c’è chi ti passa accanto come se volasse. I veri eroi esistono ancora alla Ötztaler Radmarathon. Con o senza cambio giusto.

Ötztal Cycle Marathon 2020

#27 „Il Passo Rombo.“

Ce l’abbiamo quasi fatta. Ma veramente solo quasi. E’ l’ultimo ostacolo per guadagnarsi la maglia da Finisher. Ed è l’ostacolo più alto. Con il tratto più lungo. Il Passo Rombo. Solo 29 km e ca. 1.800 metri di dislivello mi dividono dal raggiungimento del mio sogno. Poi sarei in cima. Nel punto più alto della leggendaria Ötztaler Radmarathon. Dietro di me rimane solo un lungo giorno e tanta fatica. Un giorno carico di emozioni. Carico di momenti belli e meno belli. Arrivato a 2.500 m di quota sarei pronto per affrontare la discesa verso Sölden. Sarei stanco e distrutto per affrontare l’ultima salitina verso il punto di pedaggio di Hochgurgl. E sarei ormai pronto per un breve pianto mentre attraverso il paese prima del traguardo. Ce l’ho quasi fatta. Ora devo solamente sopravvivere e mantenere le ultime forze attive. Mi alzo, mi siedo, mi alzo. Ma non scenderò mai dalla bici. Non posso farmi intimorire dai drammatici tornanti scavati nella roccia. Non devo fallire. E non fallirò. La Ötztaler Radmarathon è stata giocata finora. Ora mi attende l’incoronazione.

Ötztal Cycle Marathon

#26 „Il Passo Giovo.“

La montagna del destino per eccellenza . Il Giovo contribuirà a fare la differenza. E dividerà i finisher da coloro che avranno bisogno dell’auto scopa. Qua si decidono imprese epiche. Chi arriva in ritardo verrà penalizzato dal direttore di gara. Coloro che non riescono a rispettare il tempo massimo verranno espulsi, semplice. Fine. Basta. Coloro che non arrivano alla cima entro l’orario stabilito sono pregati di sedersi in un auto scopa e verranno trasportati a Soelden. E divisi dall’amata bicicletta. La bici verrà trasportata in seconda classe. Sono 15,5 i chilometri da affrontare in salita per raggiungere quota 2.090, per un dislivello di 1.130 m e una pendenza media del 12 %. Ma una domenica pomeriggio potrebbe essere anche più rilassante. Il Passo Giovo è stato creato per addolcire il giorno. Oppure per rovinarlo. L’attacco presso Gasteig è grigio e difficile. Arrivati a Kalch sorgono i primi dubbi. Il resto va da sè. Se c’è la volontà giusta si continua con una pedalata fluida. Soltanto quando si supera il livello boschivo si inizia a intravedere una possibilità di arrivare in cima. La Ötztaler Radmarathon passa attraverso quattro montagne. Il Giovo è davvero tosto.

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#17 „5.500 m di dislivello.“

Il countdown ha inizio. La disdetta del 2020 ci fa ripartire da capo. Non sarà facile, ma abbiamo molto tempo. Il fascino della Ötztaler Radmarathon rimarrà invariato. Un virus cambia il mondo, ma non la mia passione. Al contrario. Io voglio. Io devo. Io lo farò. Affronterò i 5.500 m di dislivello e i miei amati, e allo stesso tempo odiati quattro passi. Che descrivono le fasi della mia vita, che è tutto un saliscendi. Tanti patimenti, ma anche tante gioie. Ogni metro di dislivello è un tratto importante della mia avventura. Un pezzetto di tutto l’insieme. E ogni pezzetto è importante allo stesso modo. Dal primo all’ultimo. Perché ogni metro di dislivello fatto può essere decisivo per lo svolgimento di tutto il percorso. Ogni metro decide per quello successivo e se sei in grado di poter continuare. I 5.500 m di dislivello della Ötztaler Radmarathon sono le mie montagne russe preferite. Quindi: Rimanere sani e perdere peso. Ci vediamo nel 2021.

Ötztal Cycle Marathon 2020

#24 „Il Kühtai.“

Per riscaldarsi. Specialmente dopo la fresca discesa da Sölden a Oetz. Il Kühtai. Un buon risveglio molto particolare. 18,5 km di salita per raggiungere quota 2020 sopra il livello del mare. 1.200 m di dislivello con l’acido lattico a mille. Col bel tempo è incluso anche lo spettacolo naturale mentre sorge il sole all’altezza di Ochsengarten. Già di primo mattino qua si capisce se sarà una giornata felice. Se qua è difficile, sicuramente non sarà facile terminare la corsa. Se qua si sale facilmente, potrà diventare difficile dopo. In modo pacifico. Il Kühtai è esattamente il contrario. Nel mezzo degli altri concorrenti ci si arrampica con grande fatica verso il passo. Portati dal gruppo si sale in modo troppo veloce. La dinamica di gruppo coinvolge tutti. E aiuta. Ancora. Ci si fa trasportare. Sopra di noi passa l’elicottero che si muove tra le cime innevate. Gli spettatori lungo il tragitto tifano per noi. E‘ un feeling da Tour de France, contornati da mucche al pascolo. L’ultima rampa ti fa sudare da pazzi e lacrimare gli occhi. Si è eroi per un attimo. Ma il percorso è appena all’inizio. Il Kühtai è gentile e criminale allo stesso modo. Chi lo raggiunge viene premiato da una lunga discesa. Poi ricomincia tutto da capo verso il Brennero. Kühtai ti odio e di amo. Proprio per questo ti percorrerò anche nel 2020. Durante la Ötztaler SocialRadmarathon.

Ötztal Cycle Marathon 2020

#23 „Riconferma del pettorale.“

E ancora una volta devo tirar fuori le mie capacità matematiche. Perché chi ha ancora una supervisione in questo momento. Nel 2020 si sarebbe svolta in 39 anni la 40. edizione della Ötztaler Radmarathon. Nel 1996 si sono svolte, come già tutti sanno, 2 “Ötzis“ in un anno. Ora il 2020 è disdetta. OK. Spuntato. Così avremo nel 2021 la 40. edizione. E il 40. giubileo. Quindi 40 + 40 = 2021. 40. edizione e 40 anni di Ötztaler Radmarathon. Un calcolo semplice, vero? Una coincidenza che si è sviluppata naturalmente. Ma non bisogna sforzarsi a capirlo. Bisognerà invece capire come verrà riconfermato il pettorale. Se il Corona Virus non ci sarà più naturalmente. Coloro che hanno ottenuto il pettorale nel 2020 e hanno pagato la quota di partecipazione potrà partecipare automaticamente all’edizione 2021. Facile. Quindi è a posto. Colui che non ha pagato perde il diritto al pettorale. Anche logico. Ma a chi andrà quel pettorale? Ci sarà una nuova estrazione o un nuovo contingente per il 2021? E cosa ne sarà di coloro che hanno pagato, ma che non vogliono partecipare nel 2021? A loro verrà ritornato l’importo (un gentile gesto da parte degli organizzatori), possono però anche dare il pettorale a qualcun altro. Ma quando e come? Non è che voglio dare il pettorale a qualcun altro. No, mai. Voglio solo chiarezza. Se ci sono delle domande. Altre domande? E comunque, vi siete già iscritti alla Ötztaler SocialRadmarathon?

Ötztal Cycle Marathon 2020

#22 „Ötztaler SocialRadmarathon.“

Momento. Nessuna Ötztaler Radmarathon 2020 e ora posso pedalare comunque i 238 km? Ma è geniale! Mi sta ritornando la febbre da Ötztaler e l’adrenalina in ogni parte del corpo. Ötztaler SocialRadmarathon – naturalmente ci sarò anch’io. Il magico numero 238 ritorna nella mia mente. E questo tutto per un fine di bene. Sarà il mio allenamento per il 2021. E in aggiunta posso anche aiutare. Ogni chilometro aiuta e io aiuto volentieri 238 volte. Improvvisamente la ripresa ha un senso. Tutti gli sforzi hanno un perché. Le discussioni a casa ora sono un argomento. 238 km. In una, due o tre giornate – non importa. Sarebbe meglio pedalarli in una giornata. Ciò che è fatto, è fatto. E nello stesso tempo fare beneficienza per persone finite in disgrazia. E’ bello poterci essere. Siamo a metà giugno e per me è già Natale. Ötztaler SocialRadmarathon – mi hai salvato l’estate e hai dato senso alla mia vita.

Ötztal Cycle Marathon 2020

#21 „Punti di controllo e limiti di passaggio.”

Partire da Sölden all’alba e tornare a Sölden nel tardo pomeriggio. Chi mi racconta che l‘Ötztaler Radmarathon è una corsa semplice, sicuramente non ha mai vissuto l’esperienza con i limiti di tempo e i punti di controllo previsti dalle autorità locali. Brennero, Passo Giovo, San Leonardo, Moso, Belvedere e Passo Giovo. Chi arriva in ritardo in questi punti viene squalificato dalla gara e deve raggiungere Sölden a bordo dell’auto scopa. Arrivederci maglia da finisher. Con sei limiti di tempo il tragitto non deve riserbare altri ostacoli. Anche se le gambe sono in forma. Gli orari prefissati non perdonano. Come anche i ragazzi che sono a bordo della macchina del direttore di gara 3. Rien ne va plus – non c’è scampo. Dopo il Passo Giovo la situazione si fa seria. E non c’è nessuno che mi possa proteggere. A parte io. Devo solo essere veloce e forte. Per poter combattere contro il tempo. Arrivato al traguardo posso finalmente dire quanto sia facile la Ötztaler Radmarathon. Partire all’alba da Sölden e rientrare a Sölden quando si fa sera.

Ötztal Cycle Marathon 2020

#20 „Rispettiamo l’ambiente.“

Il ciclista è un essere intelligente. Un individuo che rispetta la natura. Un uomo con ideali e valori. Almeno io mi vedo così. Il ciclista è però anche un grande peccatore. Un maialino. Tradotto in modo volgare: un maiale. Siamo sinceri. E questo non ci deve essere. Non ci riteniamo degli esempi da seguire? Ecco. Allora perché lasciare immondizie in giro per la natura? Come è successo negli ultimi anni durante la Ötztaler Radmarathon. Usciti dalle zone ristoro abbiamo trovato quantità enormi di confezioni di gel, piene o vuote. Ciò che è già vietato da tempo ai professionisti, dovrebbe giungere anche a noi. Rispetto e attenzione all’ambiente che ci circonda. Ogni maglia ha tre taschini. In uno di questi c’è posto per tutto ciò che è da buttare. Diversamente basta depositare tutto sotto la maglia e portarlo con sé per qualche chilometro. Le scene che abbiamo visto lungo i passi durante le ultime gare non sono degne di un ciclista. Neanche le sanzioni imposte dall’organizzazioni aiutano a far diminuire i rifiuti lungo le strade. Perché continuo a pensarci? Perchè dovremmo vergognarci di tali comportamenti.

Ötztal Cycle Marathon

#19 „Il disgelo – Finalmente si riscopre la montagna.“

Pianeggiante è noioso. I saliscendi sono divertenti. Appena la neve sparisce inizia il mio periodo di allenamento montano. Ho atteso a lungo questo momento. Finalmente di nuovo montagne e non solo ripetizioni di colline. Ora passeremo all’attacco delle tante strade di montagna. Andremo sui luoghi originali oppure sulle altre salite presenti nelle nostre regioni. Il vero divertimento inizia dai 1.000 metri in su. Là dove l’aria diventa fine ci si diverte di più e si ottengono i risultati migliori. VAM, VAM, vamos. Tornante su tornante, finchè perdo l’equilibrio. Pedalare e sudare passando accanto ai muri di neve e bagnarsi nei rigagnoli del disgelo. Questo è il ciclismo che amo. La maglia aperta svolazza nel vento. Il vento mi raffredda e io mi sento come un professionista al Tour de France mentre scalo una tappa di montagna. E’ fantastico come riesco a correre veloce in salita. Una pedalata tonda ad alta frequenza e con lo sguardo rivolto al prossimo tornante. Finalmente rivedo le montagne. Come mi siete mancate.

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#18 „Mangiare e bere.“

Quanto può mangiare un essere umano? E quanto dovrebbe mangiare? Sul percorso da Sölden a Sölden. Ma anche nel tempo precedente. Quindi da subito al 29 agosto 2021. Quanto può mangiare un essere umano, se si tratta di un ciclista che deve affrontare 238 km e 5.500 metri di dislivello?. Bella domanda. Io direi una media tra molto e moltissimo. Tradotto in cifre e in base alle condizioni fisiche e alla costituzione tra 7.000 e 9000 kcal. Forse anche di più. Dipende anche dal tempo. Buon appetito. Come e quando devo mangiare tutto questo? E anche digerire. E‘ bello impegnativo. Non solo di correre veloce. Lungo il percorso ci attendono 5 ristori ben forniti. Kühtai dopo 49 km, Brennero dopo 121,5 km, Passo Giovo dopo 153 km, Belvedere dopo 191,5 km, Seeberalm dopo 191 km e poi ancora nella zona arrivo della Freizeit Arena. Si può dire pensione completa. E un servizio accurato. Al mangiare e al bere si dà sempre grande importanza alla Ötztaler. Anche prima e dopo la gara presso la Freizeitarena. Il Kaiserschmarrn con la purea di mele è davvero prelibato. Un party calorico di lusso. Ma io divento corridore per poter mangiare, o mangio per poter essere corridore?

Ötztal Cycle Marathon

#17 „5.500 m di dislivello.“

Il countdown ha inizio. La disdetta del 2020 ci fa ripartire da capo. Non sarà facile, ma abbiamo molto tempo. Il fascino della Ötztaler Radmarathon rimarrà invariato. Un virus cambia il mondo, ma non la mia passione. Al contrario. Io voglio. Io devo. Io lo farò. Affronterò i 5.500 m di dislivello e i miei amati, e allo stesso tempo odiati quattro passi. Che descrivono le fasi della mia vita, che è tutto un saliscendi. Tanti patimenti, ma anche tante gioie. Ogni metro di dislivello è un tratto importante della mia avventura. Un pezzetto di tutto l’insieme. E ogni pezzetto è importante allo stesso modo. Dal primo all’ultimo. Perché ogni metro di dislivello fatto può essere decisivo per lo svolgimento di tutto il percorso. Ogni metro decide per quello successivo e se sei in grado di poter continuare. I 5.500 m di dislivello della Ötztaler Radmarathon sono le mie montagne russe preferite. Quindi: Rimanere sani e perdere peso. Ci vediamo nel 2021.

Ötztal Cycle Marathon 2020

#16 „L’allenamento più lungo.“

29. agosto 2021. Ci sono diverse settimane che ci dividono da tale data. Sembra che ci sia un bel periodo lungo per potersi allenare. Ma io ci sarò. Tanto il pettorale è già assicurato. Quello appartiene a me. Rinunciarci? Ma non ci penso proprio. Il mio hotel è già stato riprenotato. Con l’affittuario non ho ancora parlato, ma sono sicuro che mi verrà incontro e che mi sposterà la prenotazione di un anno. Nei prossimi 16 mesi ci concentreremo sulla prossima Ötztaler Radmarathon. Non è colpa mia. Forse questa sarebbe stata la mia ultima partecipazione. Me l’ero promesso. Forse anche no. Ma questo non importa al momento. Così tanto tempo per allenarmi non l’ho mai avuto. Poter sapere già da ora che l’anno prossimo sarò alla partenza è anche geniale. Devo sfruttare questa opportunità. E lo farò. Tutta l’estate, l’autunno, l’inverno, la primavera e ancora un’estate intera. Intanto assaporo la mia salute e sono consapevole, che la vita continua, finchè ci sarà l’Ötztaler Radmarathon. Cosa m’interessa la vita con i suoi tanti limiti, l’importante è poter pedalare. Toglietemi tutto, ma non la mia bici.

Ötztal Cycle Marathon 2020

#15 „20 + 21 = 40.“

Detto tra di noi. Ci sono davvero cose peggiori su questo mondo. Ma questo è certamente il peggio. La Ötztaler Radmarathon 2020 non ci sarà. Il nostro amato appuntamento di fine stagione non si farà. Cancellato. Disdetto. Finito. Il Corona virus è stato più forte. Più forte delle mie speranze. Più forte del mio pensiero positivo. Come detto, ci sono cose peggiori nella vita, ma che io debba attendere fino all’agosto 2021 è drammatico, disastroso, aspro e mi fa arrabbiare. Era ormai da immaginarselo. Vedendo l’andamento globale. E ancora non volevo crederci. Adesso, che abbiamo l’esito, tutto è più difficile. La notizia arrivata dall’organizzazione è stata una ferita al cuore. Ho pianto. Insieme alla mia bici. Peccato che la Ötztaler Radmarathon non potrà essere disputata nel 2020. Quest’anno volevo vincerla.

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#14 „Sono solo 238 km.“

Ogni tanto è importante conoscere bene la matematica. Non solo quando si tratta di svolgere dei compiti difficili con i numeri, ma anche quando ci facciamo belli e ci mettiamo in situazioni estreme. Diciamo che un po’ di automotivazione ci aiuta. Spiegato in modo sistematico e logico: dei 238 km di lunghezza, la Ötztaler Radmarathon prevede 100 km in discesa. Rimangono 138 km. Qualcuno è pianeggiante, il resto è tutto in salita. Matematicamente parlando non ne rimangono poi così tanti. Come mai bisognerebbe quindi aver paura della Ötztaler Radmarathon? Forse perchè i 5.500 m di dislivello riguardano proprio quei 138 km. Se qualcuno non l’avesse capito finora, bisognerà riconoscere, che la matematica e la logica non pendono dalla stessa parte. Ciò che sembra facile a livello matematico è in realtà piuttosto difficile. E complicato. Non ci rimane altro che metterci sulla bici e pigiare. La partenza e l’arrivo sono a Sölden. A separare i due punti solo 238 km.

Ötztal Cycle Marathon

#13 „Fermi per allenamento.”

Dentro o fuori? Questa è la domanda. Posso o non posso? Devo o non devo? Solo una cosa è sicura: Devo. Quest’anno è davvero complicato. Divieti di uscita, limitazioni varie. E la primavera sta procedendo. Il mio piano di allenamenti è davvero messo male. Con i risultati che mi attestano che sono molto indietro. Se faccio la comparazione con le settimane e i mesi degli anni passati, se vedo i chilometri percorsi un anno fa rispetto a questo, devo ammettere che mi sta mancando parecchio. Mi mancano chilometri, mi mancano dislivelli, mi mancano tempi. Certo, di tempo ce n’è ancora, ma sta scorrendo velocemente. Come posso fare per fermarlo? O meglio come posso recuperarlo. Grazie.

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#12 „Molti chili devono sparire.“

Cosa? Ma da dove arrivano improvvisamente tutti questi chili. L’estate scorsa non ce li avevo. Nei mesi scorsi mi è cresciuta la pancia perché sono stato fermo. E’ arrivata improvvisamente. No dai. E‘ cresciuta con le settimane. Orribile. Non riesco più ad entrare nelle mie maglie. Mi viene un esaurimento. Non è da meravigliarsi se al momento riesco a pedalare più carico, ma sono lento. Non posso assolutamente pensare di presentarmi alla partenza in questa situazione. Se poi devo pensare a dovermi arrampicare sui quattro passi della Ötzi, sicuramente non arriverò prima del buio a Sölden. Grado di allarme rosso. Qua non giova neanche la mia nuova bici al carbonio, che mi alleggeriva di almeno 600 grammi. Questa situazione deve cambiare. Ho bisogno di un piano. Ma quale? Piano dietetico, piano alimentare, volontà, disciplina. E dove siete voi? Ho bisogno di aiuto. Il mio sogno è in pericolo. Sta dimenandosi e io divento pesante. Sempre più pesante. Devo calare di molti chili. Cosa faccio? Una dieta ad intervalli? 16/8, 5/2 oppure non mangiare regolarmente per 24 ore. Ho un incubo.

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#11 „Diamo il via agli allenamenti.“

Ho un sogno. No. Ho due sogni. E un desiderio. Sogno la Ötztaler Radmarathon e sogno di un posto per allenarmi. Questo l’ho già prenotato e mi sono assicurato un posto davanti alla finestra. Con il mio Smarttrainer posso allenarmi in casa. Ho addirittura a disposizione un balcone, dotato di presa elettrica. In mancanza di altro mi accontento di questo allenamento, sotto il sole della primavera. L’allenamento fa bene all’anima. La cantina è piena di provviste. Anche la carta igienica non manca. E’ un periodo davvero anomalo per tutti noi. Un periodo pieno di privazioni. Ma a una cosa non riesco a rinunciare. Al mio allenamento. Mi serve. Mi dà forza. Mi auguro vivamente che questo periodaccio passi presto. Che possiamo ritornare alla nostra quotidianità. Anche se molto non sarà più come prima. Una cosa è certa. Rimarrà la voglia di percorrere i 238 km con i suoi 5.500 metri di dislivello. Ho un pettorale ed ho sempre ancora questo sogno.

#10 „Domani inizia l’allenamento.“

Ora basta. Si fa serio. Domani inizia il mio allenamento. Si perché domani siamo ancora in tempo. Mancano ancora 23 settimane al grande giorno. Ce la farò benissimo. Ho tutto il tempo per allenarmi al meglio fino a fine estate. O meglio fino al 30 agosto 2020, tra le ore 14.00 e le 15.00. Dovrò essere in perfetta forma quando inizierò la salita che da San Leonardo in Passiria mi porterò verso il Passo Rombo per ultimare i miei 238 km. I 29 km verso il passo non li voglio rovinare. Fino a quel punto devo aver distribuito le mie forze in modo giusto. Questo si chiama vero allenamento. Gli allenatori parlando di buon dosaggio. Ancora 23 settimane e domani inizio gli allenamenti. In modo giusto. Mi vedo già rilassato quando a San Leonardo partirò per l’ultimo muro infernale, magari sotto il sole cocente. Qua si deciderà la mia prestazione e sarò io a decidere. Basta lamentarsi. I giorni, le settimane, i mesi si decidono a partire da domani. Domani mattina presto. Dopo la colazione. E oggi? Oggi mi concedo per l’ultima volta la Nutella.

Ötztal Cycle Marathon

#9 „Tesoro, ho un pettorale.“

No? Veramente? Ma sei sicuro? Ho un pettorale? Non è uno scherzo, vero? No dai! La tanto attesa email da parte dell’organizzazione è arrivata. Potrei abbracciare tutti e stringerli a me. Anche la suocera. E’ come Natale, Compleanno, Pasqua e tutte le feste importanti messe insieme. Ho pensato a tutto. All’infuori di questo. A fine agosto posso partecipare alla Ötztaler, No. Ora devo. Non sono mica matto. La mia famiglia ne sarà felice. Ho un posto assegnato. Momento. Devo però fare il versamento, altrimenti lo perdo. Manteniamo la calma e sangue freddo. Passo dopo passo. Non pensiamo al miglior piazzamento prima di essere arrivati. Si dice cosi, no? € 154,- e poi € 10,- per la cauzione del chip. Sono da pagare subito sul conto Raiffeisen Online-Banking. I miei amici ciclisti si meraviglieranno e riterranno che sono pazzo. Non posso ottenere un miglior complimento. Si, posso partire per Sölden. E riuscirò a ottenere la maglia da finisher più prestigiosa al mondo. E a coloro che pensano di poter speculare sul mio pettorale dirò: IO vado a Sölden.

#8 „Tutto Ötzi. La nuova pianificazione estiva.“

Non posso attendere oltre. Tutto Ötzi. Ora pianifico la mia estate. Anche se mi manca ancora la certezza e mi ritrovo senza una certezza. Devo rimanere nel vago. Ma non posso aspettare oltre. Devo organizzare così tante cose. E so che voglio andare in montagna a tutti i costi. Ötztal o Alto Adige? E‘ lo stesso, l’importante che sia montagna. E la famiglia? Quella deve venire con me. Non è possibile diversamente. La pianificazione dell’estate è già stata discussa internamente. Nel caso io venga estratto per la Ötztaler Radmarathon. L’estate appartiene a me e alla mia bici. Se tutto accade secondo i miei piani, sarò in perfetta forma alla partenza. Libri? Esatto, devo ancora acquistare alcuni buoni libri. Allenamento per i ciclisti da strada, Alimentazione per ciclisti da strada, La giornata del ciclista da strada, La famiglia dei ciclisti da strada, Meditazione per i ciclisti da strada, La negoziazione del ciclista da strada, Saper condurre un litigio per i ciclisti da strada, Farsi accettare come ciclisti da strada. La nuova pianificazione dell’estate prevede grandi letture. O mi conviene iniziare con gli allenamenti?

#7 „L’attesa della fatidica Email.“

Quanto tempo ci resta? Chiedo soltanto. Nuovamente. Come allora, quando ero in viaggio con i miei genitori. Quante volte ho fatto loro questa domanda e non arrivava mai una risposta soddisfacente. Rimandavano, continuamente. Con delle risposte insoddisfacenti. Io ho chiesto se siamo arrivati. Presto, continuavano a dire. Anche se eravamo appena partiti. E dopo anche. Non importa dove ci trovavamo, sempre la stessa risposta. Presto saremmo arrivati. E presto arriverà una risposta anche da parte del comitato organizzatore. A breve si saprà chi potrà partecipare quest’anno alla Ötztaler Radmarathon. Durante la prima metà di marzo. Ma quanto tempo occorre ancora per arrivare a metà marzo? E cosa significa a metà marzo? Non importa. Mi dura comunque troppo. L’attesa della fatidica Email è snervante. Una settimana? 10 giorni? Due settimane? Tutto attende. La pianificazione della vacanza, la pianificazione degli allenamenti, la pianificazione dell’alimentazione, la pianificazione del peso forma. Ogni giorno in più è un giorno perso. Ma quando arriva questa mail? Mi devo poter organizzare e motivare.

#6 „E prenotare al più presto una stanza“

Oggi ho avuto un pensiero. Nessun pensiero brutto. Un pensiero importantissimo. Anche se non so ancora se potrò partecipare alla 40. edizione della Ötztaler Radmarathon. Sarebbe consigliato e ideale di mettersi alla ricerca di un alloggio a Sölden. Proprio questo ho pensato. Chissà se a metà marzo oppure a giugno troverò ancora un alloggio vicino alla partenza. Quando arrivano 4.000 ciclisti a Sölden, in parte accompagnati, gli 11.000 letti si riempiono molto velocemente. Potrei naturalmente cercare nei comuni vicini, a Längenfeld, Umhausen o Oetz. Ma questo non lo voglio proprio. Voglio essere al centro dell’evento. Nel bel mezzo invece di stare a casa. E non mi fido di attendere un last minute. Prenotare al più presto un alloggio, questo era il mio pensiero di stamattina. Adesso. Cinque mesi prima dell’evento. Alcuni giorni a Sölden. Ne deve valer la pena. Così posso acclimatarmi, visitare con calma l‘expo e partecipare al programma manifestazioni, chiacchierare, salire in quota con le funivie, visitare il museo di James Bond 007 Elements sul Gaislachkogl, pedalare sulla strada del ghiacciaio del Rettenbachferner, la strada alpina più alta del Tirolo e assaggiare il miglior Kaiserschmarrn sul Passo Rombo. Più ci penso e più mi rendo conto che devo prenotare una stanza. Nella peggiore ipotesi sarò presente a Sölden come spettatore.

#5 „Il mese della speranza“

Anno bisestile. Il 2020 è un anno bisestile. Febbraio ha un giorno in più. Significa che bisogna attendere un giorno in più. Attendere senza happy end. Il periodo fino a metà marzo è un periodo di vuoto. Di speranza. Potrò essere alla partenza a fine agosto? Se dipendesse da me sicuramente. Ma purtroppo in questo caso posso fare ben poco. La dea fortuna decide la sorte. Il destino lo decide. Sono fiducioso e al tempo stesso conto che mi chiamino per il riperscaggio. Non è comunque una situazione piacevole. L‘attuale insicurezza è una bella sfida. Sia psichica che corporale. Un prolungamento fino a giugno? No grazie. Io vorrei saperlo già da subito, nero su bianco. Così potrei iniziare subito l’allenamento. Mettere subito in pratica i miei buoni propositi di Capodanno. Essere subito determinato. Invece sono qua a dover attendere pazientemente all’arrivo di Gesù bambino. Non mi piace proprio questa situazione. Perchè non siamo già a metà marzo per scoprire tutte le carte?

#4 „La corsa al pettorale“

Perchè ci sono così tanti pretendenti per ottenere un pettorale della Ötztaler Radmarathon? L’organizzazione parla di 15.000 richieste. E perché dovrei proprio io riuscire ad ottenere un posto? Finora non ho mai vinto niente. Anche se gioco da una vita all’enalotto. Solo sfiga. E ho investito un vero patrimonio. A Soelden ci saranno 4.000 fortunati. E tante dicerie. C’è chi iscrive da subito tutti i parenti, altri si registrano tramite la loro squadra con la speranza di avere più chances. Non sono un matematico, ma come posso fare? Mi sono preregistrato già tre volte, ora ho diritto ad un posto? Non lo so. Ho perso il controllo. Ma perchè ci sono così tanti pretendenti alla Ötztaler Radmarathon? Perché così tanti vogliono essere presenti alla più bella e ben organizzata granfondo delle Alpi? Qualcuno di loro non potrebbe partire da un’altra parte? Per far crescere le mie possibilità di essere alla partenza a fine agosto? Sarebbe molto gentile nei miei confronti.

#3 „La registrazione”

La mia casa è già da tempo piena di post-it. Dappertutto bigliettini. Gialli, blu, rossi e notizie arancioni. La mia agenda di febbraio è ormai molto programmata. Il volume dei dati sul mio internet è stato raddoppiato per sicurezza. La mia linea sotto controllo. 2 MB di velocità. Dovrebbe bastare. La mia testa carica. Siri pronta ad aiutarmi in ogni momento. Stand-by per sempre. Tutto il mio entourage è pronto a ricordarmi. Non mi devo assolutamente dimenticare di preregistrarmi alla Ötztaler Radmarathon. Il 1. di febbraio si parte. Ci sono 4 settimane a disposizione, ma me ne frego. Devo farlo al più presto. Mi devo registrare già subito, perchè voglio quel pettorale. Quest’anno devo farcela. Nome, cognome, email, taglia della maglia, team e marca della mia bici. Tutto è elencato in modo minuzioso e dettagliato. Il mio biglietto per ottenere la mia felicità in Oetztal a fine estate. E poi vado in chiesa. Per pregare. E nel frattempo incrocio le dita per 29 giorni. In attesa dell’e-mail da parte dell’organizzazione.

#2 „L’allenamento invernale“

Gli atleti estivi si formano durante l’inverno. Quindi ora. Subito. In effetti siamo in inverno. Quale filosofo ha citato questa paradossale saggezza? Fuori è freddo, buio, ventoso e scivoloso. E mancano più di 7 mesi al 30 agosto 2020. E poi mi manca ancora la motivazione principale: La sicurezza del pettorale. Voglio affrontare la Oetztaler Radmarathon, ma non ho garanzia di poter partecipare. Perché devo allenarmi già da ora? Affinchè riesca ad affrontare i 30 km di salita del Passo Rombo senza alzarmi continuamente dal sellino? O affinchè gli ultimi 10 km verso la cima del passo non diventino impossibilmente lunghi? E poi arrivare morto alla stazione di pedaggio? Ci penso. Forse dietro a tutta questa follia c’è davvero qualcosa di saggio. Forse è un primo passo. Un passo importante. Chissà. Allora inizio ad allenarmi proprio ora, perché gli atleti estivi si formano durante l’inverno e così si può mirare ad ottenere un tempo mitico alla Oetztaler Radmarathon.

#1 „I buoni propositi dei pretendenti alla Oetztaler“

Allenarsi di più. E ancora di più. Allenarsi duramente. Ancora più duramente. Perfezionare la scalata. Migliorare il materiale. Analizzare e migliorare la seduta. E togliere peso. Naturalmente! Dimagrire. E poi cambiare la propria nutrizione. Senza zucchero. Molti dolci in meno e saper dire di no all’alcool. I pretendenti alla Oetztaler sanno esattamente: teoricamente la via per raggiungere il tempo mitico alla Oetztaler sembra essere facile. Anno dopo anno. Partecipazione su partecipazione. Molti potrebbero. Ancora di più vorrebbero. Alcuni ce la faranno. Tutti i buoni propositi di inizio anno sono delle sfide in silenzio. Sono desideri e sogni. Momento! Qualcosa manca ancora. Il pettorale. Anche questo ha bisogno di tempo. Per fortuna. Così i buoni propositi del nuovo anno vengono spostati a marzo.

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